Tanti amici e ‘damigellanze’: un sì che “non appassirà mai”

Tanti amici e ‘damigellanze’: un sì che “non appassirà mai”

“Ho sempre sognato un matrimonio semplice ma divertente, che ci rappresentasse”. La proposta in estate, al concerto dei Muse a Roma. La data delle nozze scelta dallo sposo, il 3 maggio 2014. L’aiuto prezioso per i preparativi dato dalle damigelle – simpaticamente ribattezzate dalla sposa “damigellanze” – e dal loro bambino, che ha colorato le tavolette a forma di cuore utilizzate come centritavola: ti raccontiamo un altro dei nostri matrimoni speciali, quello di Fabiola e Gianluca!

A celebrare la cerimonia con rito civile, nella sala consiliare del Comune di Castelfranco Veneto, un loro carissimo amico tornato per l’occasione da Bruxelles, dove vive e lavora. A fare da testimoni, uno dei migliori amici di Gianluca, rientrato a sua volta in Italia dagli Stati Uniti, e la compagna dell’Università di Fabiola: “Siamo legate per la vita – racconta la sposa –, le voglio molto bene”. La festa si è poi trasferita per il pranzo sempre nel Trevigiano, a ‘Casa Caldart‘, a Valdobbiadene. “La sera, invece, abbiamo proseguito in stile ‘festa delle medie‘ con gli amici che si sono fermati a dormire: grigliatona, bibite, panini e amico dj a occuparsi della musica!”.

Lavagna e gessetti colorati, l’elemento ricorrente negli addobbi. Bianco, nero e viola i colori dominanti: “Bianco come sfondo, il nero come quello delle lavagne e degli abiti, il viola dei dettagli”, spiega Fabiola. Per la disposizione degli invitati a tavola, nessun tableau: “Ci piaceva l’idea di non fare assegnazioni ma lasciare amici e parenti liberi nella scelta”. Gli sposi hanno anche realizzato da soli partecipazioni e bomboniere, dei vasetti di marmellata d’arancia preparata in casa.

Per l’abito, Fabiola ha avuto le idee abbastanza chiare, all’inizio: “Doveva essere corto e stile Anni ’50”, racconta, ma poi un secondo modello, di Elisabetta Polignano, le ha fatto cambiare idea ed ha capito che questo sarebbe stato il suo: “Molto originale: corpetto aderente a vita bassa con dei nastrini grigi – lo descrive –, gonna non troppo ampia con sfumature dal grigio intenso del fondo all’avorio del corpetto”. A completarlo, un coprispalle grigio e una veletta sui capelli, portati corti e ricci come sono al naturale: “Volevo essere io, non una copia artefatta di me stessa”, dice. Molto, molto originale, la scelta del bouquet e del corsage per le sue “damigellanze”: “Non ho voluto fiori recisi ma ho optato per una soluzione più ‘ecologica’ e duratura: l’ho fatto realizzare in carta, così non appassirà mai!”.

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