Un romantico ‘sì’ in masseria

Un romantico ‘sì’ in masseria

“Mi ha chiesto di sposarlo un anno e mezzo fa, in occasione del mio compleanno e nel modo per me più semplice e speciale: a casa nostra, con un bellissimo mazzo di fiori e una meravigliosa lettera d’amore”. Ilaria ripensa a quell’emozione incancellabile, quando Alberto le ha chiesto di rimanere insieme per sempre. Si sono conosciuti al lavoro. Lo scorso 25 maggio, sono finalmente diventati marito e moglie…

Il matrimonio si è tenuto in Puglia, nei luoghi d’origine della sposa. La cerimonia religiosa si è svolta nella Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto, a Manfredonia, nel Foggiano. Gli ospiti sono stati poi accolti in una masseria tipica, poco distante, il ‘Tenimento San Giuseppe’: “Grazie a un continuo e appassionato restauro, conserva con cura le vestigia della sua storia – racconta Ilaria – ed è da sempre circondata da una natura mediterranea meravigliosa di lecci e ulivi, cornice ideale di atmosfere che portano ad epoche lontane e alla millenaria cultura agreste della mia terra”.

Tortora, verde e bianco, i colori dominanti degli addobbi. Un chiaro richiamo alla natura rigogliosa della regione di provenienza della sposa, appunto: “I preparativi sono durati circa un anno e, come tema, ci siamo fatti ispirare dalla tradizione pugliese. Con le partecipazioni – prosegue Ilaria –, abbiamo realizzato anche un piccolo calendario, legato da un nastro color tortora. Per quanto riguarda, invece, il tableau, abbiamo suddiviso i tavoli in base ai nomi delle diverse varietà di olive, legando i cartoncini con i nomi degli ospiti ai rami degli alberi di ulivo presenti nella struttura, con nastri sempre color tortora”. Come bomboniere, ancora un omaggio al tema: gli sposi hanno scelto infatti un’oliera contenente olio tipico.

Per l’abito del suo giorno più importante, Ilaria si è affidata a Elisabetta Polignano: “L’ho conosciuta grazie a due amiche che avevano scelto una sua creazione per il loro matrimonio – rivela –. Appena ho provato i suoi modelli, ho capito subito che sarebbe stata lei a seguirmi in questo importantissimo percorso. Ricordo ancora le parole che ho usato la prima volta che l’ho incontrata per descriverle ciò che desideravo, qualcosa che mi rappresentasse davvero: ‘Semplice ma con un tocco di complessità’. Elisabetta ha creato per me una vera opera d’arte”. Un abito in mikado “semplice e raffinato” nella parte anteriore, con una coda molto elaborata ed estraibile in quella posteriore. Velo a taglio vivo, giacchino di tulle per coprire le spalle. Un abito trasformabile, che giocando sapientemente con i vari elementi e sovrapposizioni, si è adattato perfettamente a ogni momento di quel giorno indimenticabile.

Foto di Barbara Monaco

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